manuela macori
Spread the love

Mollo tutto e cambio vita lasciati ispirare

Manuela Macori

Condivido con voi la storia di Manuela Macori, che a cinquant’anni trova il coraggio di lasciare la sua bellissima città, la sua casa, la sua famiglia, il lavoro, la sua professione di architetto, decide di “mollo tutto e cambio vita“. È da un po’ che la seguo sui social, ha un suo blog “Ed il sogno continua” dove racconta le sue giornate, com’è la sua oggi, come l’ha cambiata, e cosa l’ha resa felice Tutto iniziò quando il direttore dell’azienda in cui lei lavorava decise di chiudere l’ufficio su Roma, perse il lavoro, era il 2011.

la prima tappa

Matura così l’dea di dedicare un po’di tempo al suo preferito “viaggiare”. La prima tappa della sua nuova avventura la porta a Noumea capitale della Nuova Caledonia, per poi andare in Polinesia francese precisamente a Tahiti, per accompagnare un gruppo di persone conosciute con “Avventure nel Mondo  un’associazione culturale organizza viaggi in tutti i continenti, e successivamente grazie alle sue capacità ne diventa coordinatrice.

Tahiti

Arrivata a Tahiti ci fu un vero colpo di fulmine, rimase affascinata e innamorata della gente dei loro sorrisi delle loro tradizioni, dal loro modo di vivere la con leggerezza, senza pregiudizi, capaci di accettarsi per quello che si è, una vita semplice una nuova vita.

 

“Non passa giorno che io non impari qualcosa, che non mi stupisca di come la gente viva a contatto con la natura meravigliosa di queste isole, accettandosi per quello che sono, vestiti di una grande spontaneità. Mai stata più felice in mia! Basta guardare le mie foto che parlano chiaro: il mio sorriso è profondo, gli angoli delle mie labbra svettano verso l’alto, ogni giorno di più”. 

Manuela Macori

Heiva a Raivavae

manuela macoriCon questo Heiva a Raivavae i proventi serviranno a sostenere negli studi uno o più giovani dell’isola di Raivavae anche detta Vavitu. Manuela Macori, racconta anche tramite le bellissime immagini Roberto Angaroni, la storia le leggende e le tradizioni, sin dal passaggio del capitano Wallis nel 1767, il primo europeo a mettere piede nelle isole polinesiane. Riuscendo a descrivere attraverso musiche e danze come viene associato al mito della “Nuova Citera” di Diderot. 

La danza polinesiana

Nonostante le difficoltà di comprensione, la danza polinesiana viene presto conosciuta attraverso il mondo come un elemento strettamente legata al quotidiano di queste isole. Le danze tradizionali hanno un significato profondo: tutto ciò che è gesto, parola, melodia ci riporta al maina, ovvero all’energia ancestrale, saldamente ancorata alla natura. Ogni cosa intorno a noi è viva, la materia è viva e lo scopo della danza è di entrare in armonia con il creato davanti ai venti, alle nuvole, all’oceano immenso.

I turisti sono andati in vacanza mentre i viaggiatori hanno fatto qualcos’altro. Hanno viaggiato. Alex Garland