CIAK SI GIRA IN MOTO IN ABRUZZO

CIAK SI GIRA! ABRUZZO IN MOTO

(Majella: Wild Heart of Abruzzo)

DAL GRAN SASSO ALLA MAIELLA 

Panorami e Sterrate d’Abruzzo

Un viaggio fantastico nel cuore selvaggio d’Italia, dove l’asfalto si trasforma in polvere e i silenzi sono rotti solo dal rumore di una moto.
Non è solo un itinerario, ma un’esperienza vera e profonda nell’Abruzzo più autentico, un percorso che collega le due montagne principali della regione: il Gran Sasso e la Maiella.

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Royal Enfield Himalayan 411,

bordo della Royal Enfield Himalayan 411, che si rivela un ottimo compagno di viaggio grazie alla sua versatilità, ci facciamo strada lontano dalle strade più trafficate, alla scoperta di borghi, spazi aperti vasti e storie scritte sui monti.

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L’AVVENTURA INIZIA

Preparazione e Partenza

La Royal Enfield Himalayan 411, gentilmente fornita da un amico, è pronta.
Carica con il necessario per un‘escursione senza troppe complicazioni: un borsone da 60 litri, una tenda, un sacco a pelo e l’attrezzatura fotografica, aspetta di affrontare il territorio abruzzese. Lasciando alle spalle la fretta di Roma e la pianura complicata, il viaggio comincia con un solo obiettivo: esplorare “di monte in monte”, godendosi ogni chilometro.

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TAPPA 1

L’Ascesa al Gran Sasso e la Magia di Campo Imperatore

Il punto di partenza per il mondo antico è Assergi, un paesino tranquillo ai piedi del Gran Sasso.
Dopo un breve riposo, inizia la vera scalata lungo la SS17 bis. La strada si arrampica con curve spesso cieche verso Campo Imperatore, un’alta pianura che lascia senza parole, dominata a nord dal Corno Grande.

Qui, il tempo sembra fermarsi.

Il bivacco, situato tra i pascoli, è un’esperienza indimenticabile, condivisa con le placide podoliche abruzzesi, bovini grigi che si muovono in sincronia col sole. 

Dopo un breve tratto di sterrata, spesso bagnata e piena di “souvenirs de vaches”, si arriva al Rifugio di Lago Racollo. A 1.600 metri, questa semplice costruzione offre rifugio, cucina tradizionale e un’area per campeggiare, un’oasi di pace prima di riprendere il cammino.

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Seconda Tappa

TAPPA 2

CALASCIO E SANTO STEFANO DI SESSANIO

Borghi Sospesi nel Tempo

Dopo il rifugio, il percorso va verso sud, su una strada che ogni motociclista dovrebbe provare almeno una volta.
Dall’ultimo tornante, una sterrata di circa tre chilometri porta a Calascio, un paesino dominato dalla sua famosa Rocca. Attenzione: durante l’estate (luglio-settembre), questo tratto è chiuso per proteggere la magia del posto. La vista dall’alta torre, a 1.460 metri, ripaga di ogni fatica, vedendo tutta la valle.

Non molto distante si trova Santo Stefano di Sessanio, un gioiello architettonico e un esempio riuscito di rinnovamento.
Grazie a una buona gestione, il borgo medievale è tornato alla lucemostrando i segni del passato, come i Piccolomini e i Medici. Perdersi tra le sue stradine e i passaggi a volta è come fare un salto indietro nel tempo.

TAPPA 3

ALTOPIANO DI NAVELLI

Sulle Tracce dei Vestini 

Invece di seguire l’asfalto, scegliamo la sterrata che, passando ai piedi del monte Carpesco, ci immette sulla SS17, la via che taglia la Piana di Navelli. Qui sorge Peltuinum, antica città fondata dai Vestini e poi passata sotto il dominio di Roma. Abbandonata dopo un sisma nel V secolo d.C., oggi ne restano le mura, le fondamenta del tempio di Apollo e il teatro, testimoni silenziosi di una storia gloriosa.

Proseguendo sulla SP38, dopo aver attraversato il borgo di Fonteavignone, un balcone naturale offre una vista spettacolare sulla piana e sul massiccio del Gran Sasso. Il percorso si inoltra poi nella macchia, tra radure pietrose e sentieri naturali, fino a raggiungere le Pagliare di Tione, antichi casali di pastori oggi trasformati in suggestive residenze estive.

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Quarta Tappa

TAPPA 4

DALLA PIANA DEL FUCINO AL CUORE DEL PARCO NAZIONALE 

La SS5 Tiburtina ci conduce al valico di Forca Caruso per poi scendere nella piana del Fucino, un tempo occupata da un vasto lago. Qui sorge Pescina, città natale di figure illustri come il Cardinale Mazzarino e lo scrittore Ignazio Silone. Da Pescina, una nuova sterrata ci porta verso i resti di Sperone, un borgo medievale raso al suolo dal terremoto del 1915, un luogo carico di memoria e malinconia.

vino e pane ignazio silone

L’asfalto della SS83 Marsicana ci apre le porte del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Attraversando Pescasseroli e Opi, si raggiunge Villetta Barrea, famosa per i maestosi cervi che scendono in paese. Più avanti, Barrea, arroccata su uno sperone, regala scorci incantevoli sul suo lago artificiale.

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Quinta Tappa

TAPPA 5

SULLA TRANSIBERIANA D’ITALIA

L’Anello della Maiella

A Castel di Sangro si piega verso nord, in direzione di Roccaraso, per poi imboccare la SS84. Si sale fino alla stazione ferroviaria di Palena, a 1.200 metri, una delle fermate della storica linea Sulmona-Isernia, nota come la Transiberiana d’Italia per i suoi paesaggi mozzafiato, specialmente d’inverno.

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Parco Nazionale della Maiella.

L’ultima parte del viaggio disegna un anello in senso orario attorno al Parco Nazionale della Maiella. La SS487 tocca borghi bellissimi come Pacentro e Caramanico Terme. Una deviazione sulla SP22 conduce all’Eremo di Santo Spirito a Maiella, un luogo di profonda spiritualità, ampliato da Pietro da Morrone, futuro Papa Celestino V.

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APPROFONDISCI

Il viaggio culmina sulla Piana Grande della Maielletta, dove la strada carrozzabile termina al Rifugio Bruno Pomilio. Da qui, la vista spazia fino al Mare Adriatico. Si può scegliere di rifocillarsi al rifugio o intraprendere una camminata fino ai resti del Blockhaus, un avamposto militare ottocentesco.

Il viaggio si conclude come era iniziato: con un bivacco in tenda, questa volta al cospetto della maestosa Maiella, chiudendo un cerchio perfetto tra le due anime geologiche e spirituali dell’Abruzzo.

INFORMAZIONI PRATICHE PER IL VIAGGIATORE

Per chi volesse ripercorrere questa avventura, le tracce GPX complete del percorso sono disponibili per il download sul sito di RoadBook Magazine (roadbookmag.it/roadbook46-abruzzo).

  • Formati Disponibili: Le tracce sono fornite in formato GPX (universale) e KMZ (per Google Earth/MyMaps), utili per una visualizzazione 3D del percorso.
  • Navigazione: Ricorda che le tracce GPX non sono navigabili con indicazioni di svolta come una mappa tradizionale. È necessario seguirle su un navigatore GPS (Garmin, TomTom) o tramite app su smartphone (OsmAnd, Guru Maps, Locus Map), assicurandosi di rimanere sulla linea del percorso.
  • Supporto per Smartphone: Le vibrazioni della moto possono danneggiare le fotocamere stabilizzate degli smartphone moderni. Si consiglia l’uso di un supporto ammortizzato o di un dispositivo rugged.

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