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I LUOGHI DEL FILM PHILADELPHIA  

“Philadelphia” (1993): un punto di svolta per il cinema e la coscienza collettiva

Il 1993 rappresenta una pietra miliare nella storia del cinema contemporaneo con l’uscita di Philadelphia, dramma diretto da Jonathan Demme che ha segnato un importante cambiamento nel modo in cui Hollywood affrontava tematiche sociali complesse e fino ad allora largamente trascurate.

Interpretato magistralmente da Tom Hanks e Denzel Washington, il film è stato una delle prime produzioni di grande respiro a trattare apertamente argomenti delicati come l’AIDS, l’omosessualità e la discriminazione sul posto di lavoro.Philadelphiaha avuto il merito di portare sul grande schermo una narrazione umana e coinvolgente su questioni che, all’epoca, erano ancora oggetto di forte stigma nella società americana e internazionale.

Con unbudget stimato intorno ai 26 milioni di dollari, la pellicola ha ottenuto un notevole successo commerciale, incassando oltre 206 milioni di dollari a livello globale. 

TRAMA DEL FILM PHILADELPHIA

Immagina di essere un giovane avvocato, in carriera, stimato da tutti e con un futuro brillante davanti. Questo è Andrew Beckett, il protagonista di Philadelphia, interpretato da un incredibile Tom Hanks. Ma la sua vita cambia drasticamente quando scopre di avere l’AIDS una malattia che, nei primi anni ’90, era ancora circondata da paure, ignoranza e forti pregiudizi, soprattutto verso le persone omosessuali.

Discriminazione in giacca e cravatta

Andrew lavora in uno studio legale super prestigioso, ma quando i suoi capi si accorgono che è malato (e scoprono che è gay), lo licenziano con una scusa: dicono che ha perso un fascicolo importante. In realtà, è chiaro che si tratta di discriminazione. Andrew non ci sta. E decide di portare il caso in tribunale.

Nessuno vuole difenderlo

Il problema? Nessuno vuole difenderlo. Troppi pregiudizi, troppa paura. Finché non si presenta Joe Miller, un avvocato afroamericano (interpretato da Denzel Washington) che all’inizio non è affatto convinto.

Anzi, ha lui stesso tanti preconcetti su chi ha l’AIDS e sulle persone LGBTQ+. È talmente spaventato che dopo il primo incontro con Andrew va subito dal medico per capire se può aver contratto il virus solo stringendogli la mano.

Un’amicizia che nasce tra i pregiudizi

Ma col passare del tempo, Joe cambia. Inizia a conoscere davvero Andrew, a capire la sua sofferenza e il suo coraggio. E soprattutto si rende conto di quanto l’ingiustizia subita sia enorme.

Così da semplice avvocato diventa un vero alleato, lottando al suo fianco fino alla fine. Accanto ad Andrew ci sono anche Miguel, il suo compagno (interpretato da Antonio Banderas), e la sua famiglia, che lo ama e lo sostiene senza riserve. Un’immagine bellissima e potente, soprattutto per l’epoca, in cui le coppie gay erano quasi invisibili nei film mainstream.

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Una vittoria che vale molto più del denaro

Il processo si conclude con una vittoria: Andrew ottiene un risarcimento importante, e soprattutto la verità viene riconosciuta. Ma non è un finale felice in senso classico. Andrew muore poco dopo, circondato dall’affetto dei suoi cari, di Miguel e anche di Joe, che nel frattempo è diventato qualcosa di più di un semplice avvocato: è un amico, un uomo cambiato, più aperto, più umano.

Una delle scene più forti del film è proprio alla fine, quando Joe gli accarezza il volto in ospedale. Un gesto semplice ma enorme, perché segna la fine della paura e l’inizio della comprensione.

Perché guardare Philadelphia oggi?

Un film che ha fatto la storia
È stato uno dei primi grandi film a parlare apertamente di AIDS, omosessualità e discriminazione, in un’epoca in cui farlo era tutt’altro che scontato.

  • Tom Hanks da Oscar
    La sua interpretazione intensa e toccante gli è valsa il primo Oscar come Miglior Attore Protagonista. Sì, *quell’*Oscar.
  • Una storia che parla ancora oggi
    Anche se sono passati più di 30 anni, Philadelphia è ancora attuale. Parla di diritti, dignità e pregiudizi con una forza che non ha perso un grammo di impatto.
  • Un’ottima colonna sonora
    La canzone “Streets of Philadelphia” di Bruce Springsteen, scritta apposta per il film, ha vinto l’Oscar come Miglior Canzone Originale. Da brividi.
  • Perché ti fa riflettere
    Non è solo un film da guardare: è un film che ti spinge a farti domande, a metterti nei panni degli altri e magari a cambiare punto di vista.

Dove è stato girato il film Phiadelphia?

Il film è stato girato quasi interamente nella città di Philadelphia, in Pennsylvania. La scelta di ambientare e girare il film nella città omonima non è casuale, infatti la storia affronta temi profondi come l’AIDS, la discriminazione e i diritti civili, e la città  con la sua storia di libertà,  diventa parte integrante della narrazione.

FEDERICA PINTO

I LUOGHI DEL FILM “PHIADELPHIA”

PENNSYLVANIA

(PHILADELPHIA CITY HALL)

NEL FILM: Le udienze del processo si svolgono in una vera aula del municipio, usata come tribunale nel film.

Indirizzo: 1400 John F Kennedy Blvd, Philadelphia, PA 1910.

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PHILADELPHIA 

MELLON BANK CENTER (ORA BNY MELLON CENTER)  


NEL FILM: È l’edificio che ospita lo studio legale Wyant & Wheeler, dove lavora Andrew Beckett.

Indirizzo: 1735 Market Street, Philadelphia, PA 19103.

RYAN GOSLING ATTORE

PHILADELPHIA 

UNIVERSITY OF PENNSYLVANIA LIBRARY (VAN PELT LIBRARY)

NEL FILM: Andrew fa ricerche legali in biblioteca, dove vive un momento di tensione quando un altro utente lo guarda con diffidenza.

Indirizzo: 3420 Walnut Street, Philadelphia, PA 19104.

I LUOGHI DEL FILM “PHIADELPHIA”

PHILADELPHIA 

THE SPECTRUM (EX ARENA SPORTIVA)

Wachovia Spectrum durante la demolizione nel 2010.
Lo Spectrum durante la demolizione nel 2010.

NEL FILM: Si vede una breve scena ambientata durante un evento sportivo. Il luogo rappresenta simbolicamente la quotidianità che continua a scorrere mentre Andrew affronta la sua battaglia legale.

Indirizzo: 3601 S Broad Street, Philadelphia, PA 19148 (Nota: demolita nel 2011).

FEDERICA PINTO

PHILADELPHIA 

CONGRESO DE LATINOS UNIDOS  

NEL FILM: La clinica in cui Andrew riceve supporto medico.

Indirizzo: 216 W Somerset Street, Philadelphia, PA 19133.

PHILADELPHIA 

EASTERN STATE PENITENTIARY  (ESTERNI)


NEL FILM: Usata brevemente per alcune inquadrature.

Indirizzo: 2027 Fairmount Avenue, Philadelphia, PA 19130.

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COLONNA SONORA E MOMENTI ICONICI

Fondamentale è anche l’apporto della musica. Streets of Philadelphia, scritta da Bruce Springsteen, vinse l’Oscar per la Miglior Canzone Originale ed è diventata una delle tracce più emblematiche del cinema degli anni ’90. Springsteen scrisse una ballata malinconica dopo aver visto il film, preferita a una sua proposta più energica come Tunnel of Love.

Anche Philadelphia di Neil Young ricevette una nomination all’Oscar. Ma è soprattutto la scena in cui Andrew ascolta l’aria La mamma morta di Umberto Giordano, cantata da Maria Callas, a restare impressa: un momento in cui arte, dolore e dignità si fondono in una rappresentazione visiva e sonora di straordinaria intensità.

Demme fece suonare la musica direttamente sul set per aiutare Hanks a entrare nella scena, scelta che rese più complesso il montaggio ma garantì un’autenticità emotiva straordinaria.

La Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia

I LUOGHI DEL FILM “PHIADELPHIA”

OGGI: EREDITÀ IN DISCUSSIONE

Nel 2022, Tom Hanks ha dichiarato che oggi un attore etero non interpreterebbe un personaggio gay come Andrew Beckett, poiché il pubblico contemporaneo richiede maggiore autenticità.

Ha riconosciuto che all’epoca la sua interpretazione fu accettata proprio perché considerata “meno minacciosa” per una parte del pubblico. Questo commento evidenzia quanto siano cambiate le sensibilità in merito alla rappresentazione LGBTQ+.

Un’ultima curiosità: il celebre discorso di ringraziamento di Hanks agli Oscar – in cui nominò un suo insegnante e un ex compagno di scuola apertamente gay – ispirò la sceneggiatura del film In & Out con Kevin Kline, uscito nel 1997. Un’ulteriore prova di quanto Philadelphia abbia lasciato un’impronta duratura nella cultura pop e nel discorso sui diritti.

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