
SERIE TV “SILO” GUIDA ALLE LOCATION
Viaggio nel Cuore di un Futuro Sotterraneo tra l’Hertfordshire e le Spiagge del Merseyside
INTRODUZIONE
L’EMOZIONE DEL RIFUGIO
Immaginate un mondo dove l’orizzonte è diventato un mito proibito e l’aria stessa, un tempo custode della vita, si è trasformata in un veleno invisibile. Silo non è soltanto una cronaca distopica; è il racconto degli ultimi diecimila battiti del cuore umano, pulsanti nel ventre di una terra ferita.
Qui, in una struttura d’acciaio che sprofonda per un miglio nel sottosuolo, la sopravvivenza non si misura solo in razioni d’ossigeno, ma nella capacità di preservare la scintilla della verità contro il peso soffocante del segreto.
In questo microcosmo sotterraneo, ogni corridoio trasuda una calda, seppur claustrofobica, necessità di protezione. La storia di Juliette – un’ingegnere che smette di riparare macchine per iniziare a scardinare menzogne – ci conduce attraverso un labirinto dove il confinamento fisico si fa specchio di una prigione dell’anima.
È un rifugio che opprime e salva allo stesso tempo, un luogo dove la speranza è l’unico bene non razionato, capace di sfidare l‘oscurità più profonda.
SERIE TV “SILO” GUIDA ALLE LOCATION

CAST PRINCIPALE DELLA SERIE TV “SILO”
Rebecca Ferguson: Juliette Nichols
Rashida Jones: Allison Becker
David Oyelowo: Holston Becker
Common: Robert Sims
Tim Robbins: Bernard Holland
Harriet Walter: Martha Walker
Avi Nash: Lukas Kyle
Rick Gomez: Patrick Kennedy
Chinaza Uche: Paul Billings
ANNO DAL: 5 maggio 2023
IDEATORE: Graham Yost

L’ARTIGIANALITÀ DEL DISTOPICO
IL TOCCO DI GAVIN BOCQUET
Per modellare questo abisso credibile, la produzione si è affidata alla maestria del Production Designer Gavin Bocquet. Con un passato leggendario tra i prequel di Star Wars e le avventure di Young Indiana Jones, Bocquet ha scelto di rigettare l’estetica asettica della fantascienza contemporanea. La sua missione è stata creare un mondo tattile, pesante e profondamente vissuto, dove l’architettura stessa racconta la gerarchia sociale.
Rifuggendo lo stile “sci-fi” tradizionale, Bocquet ha orchestrato un dialogo visivo tra l‘Art Deco degli anni ’30 e il Mid-century Modern degli anni ’50 e ’60. Non è una scelta puramente estetica: la solidità del metallo, del legno e del cemento armato serve a distinguere le classi sociali, separando la “bassa tecnologia” dei livelli inferiori da quella più avanzata dei piani alti attraverso il design dei pavimenti e la consistenza delle superfici.
È una scenografia che non si limita a fare da sfondo, ma impone la propria presenza fisica, costringendo gli attori a confrontarsi con la fredda realtà di una struttura costruita per sfidare l’eternità.
Dove è stata girata la serie TV Silo?
La serie TV Silo è stata girata interamente nel Regno Unito: i grandi set interni negli Hoddesdon Studios (Hertfordshire), mentre le riprese esterne e i flashback tra Formby Beach (Merseyside) e Home Farm (Kent).
HODDESDON E ENFIELD
LE CATTEDRALI INDUSTRIALI DEL SILO
Il viaggio fisico nel cuore del Silo inizia tra le nebbie industriali del Regno Unito, dove ex magazzini sono stati consacrati a nuovi templi della narrazione. Le fondamenta di questa epopea poggiano sugli Hoddesdon Studios nell’Hertfordshire.
Qui, un tempo, regnava il freddo silenzio di un magazzino frigorifero; oggi, Locations London ha trasformato quell’involucro vuoto in una città creativa di oltre 200.000 piedi quadrati. L’odore del cemento fresco e il ronzio dei workshop pervadono l’aria, unendo Hoddesdon agli OMA One e OMA X Film Studios di Enfield in un unico, ciclopico cantiere cinematografico.
La precisione tecnica di questi spazi ha permesso di costruire set a grandezza naturale con una meticolosità architettonica:
- Stage A: 30.000 piedi quadrati con un’altezza vertiginosa di 11,6 metri.
- Stage B: 11.700 piedi quadrati per gli interni più intimi e soffocanti.
- Stage C: 24.951 piedi quadrati, cuore pulsante delle piazze comuni.
- Stage D: 9.052 piedi quadrati, il regno dei falegnami e dei modellisti (prop storage).
- Stage E: 21.668 piedi quadrati, dove i sogni di cemento prendono forma definitiva.
LA SCALA DEL “SILO”
UN’IMPRESA DI INGEGNERIA E POESIA

Al centro del Silo si erge la grande scala a chiocciola, la spina dorsale di questa umanità verticale. Non è un trucco digitale, ma un’impresa ingegneristica che toglie il fiato: la produzione ha costruito tre piani reali a grandezza naturale, una struttura fisica alta 40 piedi (12 metri) all’interno di un teatro di posa che supera per imponenza il leggendario Set 007 dei Pinewood Studios.
Hugh Howey, l’autore dei romanzi, racconta con emozione di aver visto maestranze che, pur avendo lavorato a Game of Thrones, restavano attonite di fronte a tale scala.
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FOCUS DELLA SERIE TV SILO
IL PESO DELLA STRUTTURA
L’engineering richiesto per la scala è stato monumentale: le fondamenta stesse del magazzino originale hanno dovuto essere interamente ricostruite e rinforzate per sostenere il peso titanico della struttura in acciaio, di una telecamera dolly da una tonnellata e delle centinaia di comparse che la percorrono simultaneamente.
Sul set si vive un rituale di rispetto quasi religioso: per non contaminare la purezza cromatica dei pavimenti dipinti e del blue screen che avvolge la struttura, chiunque metta piede sul set deve indossare dei calzari protettivi, i celebri “booties”, trasformando il lavoro quotidiano in una danza silenziosa e attenta.

LUCI E OMBRE
IL BILANCIAMENTO TRA REALTÀ E CGI
La forza di Silo risiede nella sua integrità fisica. La produzione ha progettato set a 360 gradi, permettendo agli attori un’immersione totale: non devono immaginare il mondo, possono toccarlo, sentirne la rugosità e il freddo.
La tecnologia digitale non sostituisce la materia, ma la estende verso l’infinito. La CGI interviene solo per prolungare visivamente l’abisso dei 144 livelli o per dipingere i paesaggi tossici che i sensori esterni rimandano ai monitor interni.
Per chi desidera perdersi in questo capolavoro tattile, Apple ha recentemente rilasciato un video tour “meditativo” di 24 minuti. È un viaggio ipnotico che attraversa stanza dopo stanza i set dei Silo 17 e 18, permettendo allo spettatore di percepire ogni graffio sul metallo e ogni sfumatura di luce, confermando come la tecnologia sia al servizio di una visione artigianale e profonda.

UN ITINERARIO DI BELLEZZA
DAL MERSEYSIDE AL CUORE DELL’INGHILTERRA
Se gli interni sono il regno del confinamento, le location esterne rappresentano il contrasto brutale con la libertà perduta. Il viaggio della produzione attraversa paesaggi carichi di storia e malinconia.
MERSEYSIDE
Formby Beach
Le dune solitarie di Formby Beach, già care ai fan di Peaky Blinders, sono diventate il palcoscenico per le riprese esterne nel settembre 2025. Qui, il vento che soffia dal mare e l’orizzonte infinito fungono da contrappunto poetico alla claustrofobia del sotterraneo. È un luogo di una bellezza cruda, che incarna perfettamente l’esterno proibito e letale del mondo di Howey.
Hertford County Hall e Radlett
L’Hertfordshire non presta solo i suoi studi, ma anche le sue architetture civili. La Hertford County Hall, con la sua severità istituzionale, e le residenze contemporanee di Radlett offrono quegli scorci di ordine e burocrazia necessari a rappresentare i piani giudiziari e il Dipartimento IT. È qui che la quotidianità inglese si fonde con la distopia, creando un ponte tra il nostro presente e il futuro immaginato.
LONDRA LOCATION DELLA SERIE TV “SILO”
Situata a pochi passi dai set di Enfield e Hoddesdon, la capitale ha offerto infrastrutture e interni monumentali per arricchire la complessità dei 144 livelli, confermando il Sud dell’Inghilterra come il vero cuore pulsante del cinema sci-fi moderno.

CURIOSITÀ DELLA SERIE TV “SILO”
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1. L’autore Hugh Howey ha “costruito” un pezzo del set
L’autore della trilogia di libri, Hugh Howey, ha visitato personalmente il set di Hoddesdon durante le riprese. Su Reddit ha raccontato che veterani della troupe — persone che avevano lavorato a Game of Thrones e ai prequel di Star Wars — passeggiavano per lo studio a bocca aperta per le dimensioni imponenti della struttura.
Scherzando ma non troppo, Howey ha dichiarato di sentirsi parte della troupe perché, durante la sua seconda visita sul set, ha installato fisicamente uno dei gradini della grande scalinata.
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2. Le “pattine” da indossare per non rovinare il Blue Screen
Il set della scalinata centrale è una vera e propria opera d’ingegneria: alto oltre 12 metri e sviluppato su tre piani fisici, era così pesante che gli ingegneri hanno dovuto rinforzare le fondamenta dell’edificio prima di poterlo montare.
Per estendere la scalinata verso l’alto e verso il basso con la CGI, il soffitto e il pavimento erano interamente coperti da teli blu (blue screen). Per evitare di macchiarli o rovinarli, qualsiasi attore o membro della troupe che camminava sul set doveva indossare speciali pattine protettive sulle scarpe (booties).
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3. Da deposito frigorifero abbandonato a “magia” cinematografica
Gli Hoddesdon Studios, quartier generale della serie, non nascono come studi cinematografici tradizionali, ma sono la riconversione di un ex magazzino di conservazione a freddo e distribuzione alimentare. Visto da fuori, l’edificio si presenta come un qualunque e anonimo capannone industriale nell’Hertfordshire, ma i membri della troupe lo hanno descritto dicendo che “sotto quel tetto c’è la magia”.
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4. Il legame con Star Wars e l’Art Deco
Il production designer della serie, Gavin Bocquet, ha alle spalle un curriculum di altissimo livello: è stato lo scenografo della trilogia prequel di Star Wars (Episodio I, II e III).
Per Silo, Bocquet ha scelto di rifiutare i classici cliché della fantascienza “iper-tecnologica”, ispirandosi invece all’architettura Art Deco degli anni ’30 e al design Mid-century degli anni ’50 e ’60, lavorando materiali tattili e pesanti come cemento, metallo e legno.
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5. Il film mai realizzato con Ridley Scott
Prima che Silo diventasse una serie TV per Apple TV+, la 20th Century Fox aveva acquistato i diritti del libro Wool nel 2012 per farne un colossal cinematografico.
Alla produzione erano legati nomi del calibro di Ridley Scott e Steven Zaillian, con Nicole Perlman (co-sceneggiatrice de I Guardiani della Galassia) ingaggiata per la sceneggiatura. Il progetto è stato accantonato dopo l’acquisizione di Fox da parte di Disney, prima di rinascere anni dopo sul piccolo schermo.
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6. Rebecca Ferguson ed il Cameo di Peter Gabriel
Oltre a interpretare la protagonista Juliette Nichols, Rebecca Ferguson figura anche come produttrice esecutiva della serie. La cura per il suo personaggio è stata tale che Apple ha perfino realizzato un contenuto speciale dedicato alla progettazione dei suoi tatuaggi di scena.
Tra le curiosità del cast spicca anche la presenza del celebre musicista Peter Gabriel, che compare nei crediti della terza stagione nel ruolo di se stesso.
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7. Il tour “meditativo” di 24 minuti
Al termine della seconda stagione, Apple TV+ ha pubblicato sul proprio canale YouTube un video tour unico di quasi 24 minuti, definito “meditativo”, che permette agli spettatori di esplorare lentamente e in silenzio, stanza per stanza, gli spogli set fisici del Silo 17 e del Silo 18.
CONCLUSIONE
IL VIAGGIO CONTINUA
Il labirinto di Silo è ancora pieno di segreti da svelare. La conferma delle stagioni 3 e 4, girate back-to-back nel Regno Unito, garantisce che l’intera trilogia di Hugh Howey troverà la sua conclusione sullo schermo. La produzione non conosce sosta: il 4 agosto 2025 sono iniziate ufficialmente le riprese della quarta e ultima stagione, appena poche settimane dopo la chiusura del set della terza.
Questa serie ci ricorda che, anche quando siamo sepolti sotto un miglio di cemento e menzogne, la ricerca della verità è l‘unica bussola che non smette mai di indicare il nord. Silo parla di noi, della nostra capacità di costruire fortezze per proteggerci, ma soprattutto del coraggio necessario per uscirne e guardare, finalmente, il sole.
“Quale dettaglio del dietro le quinte vi ha sorpreso o emozionato di più nel scoprire quanto lavoro umano e quanta passione si nascondono dietro ogni singolo gradino del Silo?”
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