
LOCATION DEL FILM”DEATH OF A UNICORN”
“LA MORTE DI UN UNICORNO”
Pronti a Veder Cadere il Mito degli Unicorni? E a Scoprire Dove è Stata Girata Tutta Questa Follia?
Ciao ragazzi! Siete pronti per un film che è un mix esplosivo di creature magiche, risate un po’ macabre e momenti che vi faranno saltare sulla sedia? Se pensate che gli unicorni siano solo arcobaleni e glitter, preparatevi a ricredervi! È arrivato in sala “Death of a Unicorn” (La morte di Unicorno), l’ultima scommessa stranissima firmata A24, la casa di produzione che ci ha regalato perle come “Hereditary” e “Everything Everywhere All at Once”. Dimenticatevi i pony scintillanti e pensate piuttosto a… beh, unicorni che non scherzano affatto!

TRAMA DEL FILM “DEATH OF A UNICORN”
Questo film segna l‘esordio alla regia e alla sceneggiatura di Alex Scharfman, che finora conoscevamo più come produttore, soprattutto nell’ambito horror. E per il suo primo lungometraggio dietro la macchina da presa ha deciso di osare: prendere un simbolo innocente dell’infanzia – l’unicorno, appunto – e catapultarlo in una dimensione… decisamente insolita.
Un’idea che, come vedremo, ha diviso critica e pubblico, ma che di sicuro non lascia indifferenti.

LOCATION DEL FILM “DEATH OF A UNICORN”
Allora, di Cosa Parla Death of a Unicorn?
Il padre, Elliot, il nostro Ant-Man! e sua figlia, Ridley (Jenna Ortega, la Mercoledì della Famiglia Adams), sono in viaggio verso la lussuosissima tenuta del capo di Elliot, Odell Leopold, un potentissimo magnate dell’industria farmaceutica (con la faccia perfetta di Richard E. Grant).
Padre e figlia non hanno un rapporto facilissimo, anche a causa di un lutto che li ha colpiti: la madre di Ridley, moglie di Elliot, è morta di tumore. Elliot, in particolare, sembra molto più concentrato sul suo lavoro di avvocato per la famiglia Leopold (si occupa, ironicamente, di etica aziendale — un ossimoro già di per sé) e sull‘opportunità di far colpo sui suoi datori di lavoro per garantire un futuro sicuro alla figlia. Anche se questo significa, a volte, mettere da parte ogni scrupolo morale…
Il Piccolo Unicorno
Mentre guidano sulla strada isolata e tortuosa che porta alla tenuta dei Leopold, persa in mezzo alla natura, Elliot, forse distratto (stava litigando al telefono, come si vede nel trailer!), investe qualcosa. All’inizio pensano sia un cervo, il classico incidente che dà il via agli horror. Ma poi, boom! Si rendono conto che la creatura che hanno colpito non è affatto un cervo, ma… un unicorno. E non un unicorno adulto, ma un piccolo, gravemente ferito.
Cosa fareste voi? Forse chiamereste aiuto? Loro, invece, decidono di caricare il corpo (che sembrava morto, anche se in realtà non lo era del tutto all’inizio) nel bagagliaio della loro auto a noleggio e portarlo alla villa dei Leopold, forse pensando di seppellirlo dopo. Un po’ strano, lo so, ma qui le cose si fanno subito bizzarre.
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La Scoperta Fantastica
Arrivati alla fastosa tenuta, il corno dell’animale trafigge il metallo dell’auto, l’antifurto inizia a suonare e il segreto viene a galla. La famiglia Leopold – composta da Odell, il magnate malato terminale di cancro, sua moglie Belinda e il loro figlio Shepard (Will Poulter, che molti ricorderanno da “Midsommar”) – inizialmente sono scioccati.
Ma poi, notano qualcosa di incredibile: il sangue dell’unicorno sembra avere proprietà curative. Ridley si accorge che le ha ripulito l’acne dal viso, ed Elliot vede migliorata la sua vista e scomparse le allergie.
È a questo punto che emerge il vero paradosso del film, una satira pungente della nostra società. Quando i Leopold scoprono che l’unicorno non solo ha poteri curativi, ma potrebbe fruttare enormi guadagni, l’avidità prende il sopravvento. Richard E. Grant, nei panni dell’eccentrico Odell, esclama nel trailer:
“È l’occasione per diventare ricchi e immortali! Non mi sono mai sentito così vivo!”.
La famiglia, che ha fatto fortuna nell’industria farmaceutica e che sembra ispirata a figure come i Sackler, ma che può ricordare anche Trump, Elon Musk o altre dinastie di ricchi sfondati, vede nella creatura un modo per fare un sacco di soldi e magari trovare la cura per il cancro di Odell.
I Leopold cominciano a sfruttare l’unicorno, trasportandolo nel loro laboratorio per sottoporlo a nuovi test. La scena diventa una metafora grottesca e caricaturale del capitalismo più spietato, dove anche una creatura magica viene ridotta a mera risorsa da monetizzare.
Ma Indovinate?
L’unicorno investito non era solo. Ha una famiglia. E i suoi genitori non sono per niente contenti che il loro piccolo sia stato rapito e maltrattato. Preparatevi, perché questi non sono gli unicorni delle favole! Ridley, che ha sviluppato un legame empatico con il piccolo unicorno dopo averne toccato il corno (avendo una sorta di visione “kubrickiana” dello spazio), scopre che altri unicorni stanno arrivando a cercarlo.
E sono tutt’altro che docili. La situazione si trasforma velocemente in un incubo, con gli unicorni (descritto come indomiti, feroci e predatori se minacciati nella mitologia ritrovata da Ridley) che si presentano alla villa assetati di vendetta.
IL FILM UNA DARK COMEDY
Il film, infatti, non è un semplice horror né una semplice commedia: è un ibrido, una dark comedy che mescola risate (spesso nere) con momenti splatter e da creature feature. Alcuni critici hanno trovato questo mix un po’ sbilanciato e confuso nel tono, mentre altri ne hanno apprezzato l’idea bizzarra e la critica sociale. Nella seconda parte, il film si concentra sull’escalation di violenza e sulla “mattanza” scatenata dagli unicorni arrabbiati.
Una delle idee più interessanti è proprio il modo in cui il film ribalta il mito dell’unicorno. Invece della creatura pura e docile delle fiabe, scopriamo — anche grazie alle ricerche di Ridley e al riferimento esplicito al ciclo di arazzi medievali La caccia all’unicorno, esposto al Metropolitan Museum di New York — che la loro vera natura è molto più selvaggia e pericolosa.
L’antico mito medievale della fanciulla pura che può stabilire un legame con l’unicorno viene reinterpretato attraverso il personaggio di Ridley e il suo rapporto con la creatura.
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Il Film Ribalta il Mito Unicorno
Il film, infatti, non è un semplice horror, né una semplice commedia. È un ibrido, una “dark comedy” che mescola risate (spesso nere) con momenti splatter e da “creature feature”. Alcuni critici hanno trovato questo mix un po’ sbilanciato e confuso nel tono, mentre altri hanno apprezzato l’idea bizzarra e la critica sociale. La seconda parte del film si concentra sull’escalation di violenza e sulla “mattanza” scatenata dagli unicorni arrabbiati.
Una cosa interessante del film è come ribalta il mito dell’unicorno. Invece della creatura pura e docile delle fiabe, scopriamo che la loro vera natura è molto più selvaggia e pericolosa. L’idea di una fanciulla pura che può stabilire un legame con l’unicorno, presente nel mito medievale, viene trasposta nel personaggio di Ridley e nel suo rapporto con la creatura.
CAST PRINCIPALE DEL FILM ” DEATH OF A UNICORN”
Jenna Ortega: Ridley Kintner
Paul Rudd: Elliot Kintner
Anthony Carrigan: Griff
Richard E. Grant: Odell Leopold
Téa Leoni: Belinda Leopold
Will Poulter: Shepard Leopold
Jessica Hynes: Shaw
Denise Delgado: Mamma di Ridley
REGIA: Alex Scharfman
MUSICHE: Giosuè Greco, Dan Romer
SCENOGRAFIA: Leandre Lagrange
EFFETTI SPECIALI: Henrik Gott, Endre Korda
FOTOGRAFIA: Larry Fong
ANNO: 2025
DURATA: 107 min.
Dove è stato girato il film “La Morte di un Unicorno”?
La storia è ambientata in una riserva naturale tra le montagne, che nel film richiamano un po’ i paesaggi del Nord America o delle Montagne Rocciose Canadesi, tra foreste fitte e una natura che sembra non gradire l’intrusione umana. Le scene iniziali in auto, per esempio, sono state paragonate all’inizio di “Shining” per l’atmosfera di isolamento e la sensazione di una natura maestosa ma potenzialmente ostile.
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Ma la verità è che la troupe non si è spostata fino in Canada o negli Stati Uniti per le riprese: “Death of a Unicorn” è stato girato principalmente in Ungheria!
Perché proprio l’Ungheria? Questo paese dell’Europa centrale offre una grande varietà di paesaggi perfetti per fare da sfondo a storie fantasy o horror, tra foreste, montagne e laghi. Negli ultimi anni l’Ungheria è diventata una meta sempre più popolare per le produzioni cinematografiche internazionali, e non è la prima volta che viene scelta per ambientare storie che, narrativamente, si svolgono altrove.
Ad esempio, anche “Midsommar”, un altro film prodotto da A24 (e diretto da Ari Aster, che qui è produttore esecutivo), è stato girato in Ungheria per ragioni logistiche e per sfruttare la luce naturale.

UNGHERIA
SIÓFOK
(Ambientazione tenuta dei Leopod)
Questa villa, che nel film diventa il fulcro di tutta la pazzia e dello splatter, è un luogo reale e si trova a Siófok, una città situata sulla sponda meridionale del Lago Balaton, in Ungheria. Secondo alcune informazioni, la proprietaria avrebbe persino condiviso online alcune foto che documentano il processo di trasformazione della sua casa in un set cinematografico.
La proprietà, che si estende su oltre 70.000 metri quadrati immersi tra boschi e colline, con un laghetto alimentato da una sorgente naturale, è attualmente in vendita al prezzo di 3.500.000 euro.


NEL FILM: La location più importante, quella che domina gran parte della narrazione, è senza dubbio la lussuosa tenuta dei Leopold. La villa viene descritta come un edificio fastoso e imponente, quasi un piccolo regno isolato dal resto del mondo, popolato da servitori e sorvegliato da guardie di sicurezza.
Indirizzo: 8613, Balatonendréd, Siòfok, Ungheria.
UNGHERIA
LAGO BALATON
Utilizzare location reali, come la zona del Lago Balaton, per un film con elementi fantastici e grotteschi come questo aggiunge un livello di realismo e atmosfera che i set ricostruiti o la sola CGI faticherebbero a restituire.

NEL FILM: Nonostante l’uso di effetti speciali per gli unicorni — la cui qualità è stata giudicata in modi diversi, da “discutibile ma volutamente camp” a “posticcia” o “simile a quella di un videogiocoavere uno sfondo reale, che si tratti della natura selvaggia iniziale o della villa sfarzosa, aiuta a rendere la storia più tangibile.
BUDGET STIMATO 15 MILIONI DI DOLLARI
Il film ha avuto un budget stimato intorno ai 15 milioni di dollari. Molti utenti online hanno osservato che, considerando la quantità di effetti digitali presenti, questa cifra appare sorprendentemente contenuta. La scelta di girare in Ungheria, unita probabilmente all’uso di accordi particolari con il cast – si parla di pagamenti “back end” o della volontà di partecipare a un progetto “fico” con riprese brevi – potrebbe aver contribuito a mantenere i costi sotto controllo.
RECENSIONI NEGATIVE
“Death of a Unicorn” ha ricevuto recensioni contrastanti: alcuni critici lo hanno definito un “fiasco tonale confuso”, incapace di bilanciare fantasy, commedia e horror, mentre altri lo hanno apprezzato come un horror leggero, perfetto per un pubblico giovane.
Quando è stato ditribuito in Italia?
“Death of a Unicorn” è uscito nelle sale italiane il 10 aprile 2025, distribuito da I Wonder Pictures. Al box office ha incassato circa 15,8 milioni di dollari a livello globale, di cui 12,8 milioni in Nord America.
COLONNA SONORA DEL FILM DEATH OF A UNICORN
Riguardo alla musica, inizialmente era stato annunciato che la colonna sonora sarebbe stata composta da John Carpenter insieme a suo figlio Cody e Daniel Davies. Tuttavia, le informazioni più aggiornate lo accreditano a Giosuè Greco e Dan Romer. Sarebbe stato pazzesco avere Carpenter a musicare unicorni assassini!
CONCLUSIONE
Insomma, “Death of a Unicorn” è un film che osa, mescolando generi e ribaltando aspettative. Potrebbe non essere piaciuto a tutti, complici un tono a tratti incerto e gli effetti speciali non sempre perfetti, ma l’idea di base, il cast e la critica sociale che tenta di sviluppare lo rendono un‘esperienza cinematografica decisamente diversa.
E ora sapete anche che tutta questa strana avventura, ambientata tra montagne che sembrano americane, ha preso vita nei paesaggi e in una villa affacciata sul lago, in Ungheria!
Se cercate qualcosa che vi faccia ridere, un po’ spaventare e anche riflettere (ma senza prendersi troppo sul serio), e se amate vedere i miti stravolti e i ricchi “mangiati”, fate un salto a vedere “Death of a Unicorn”.
Magari, uscendo, guarderete i cavalli con un occhio diverso… e le statuette di unicorni con un certo sospetto!
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